GIUDO RADAELLI
Vacanze toscane

(Riparbella – Borgo San Pecoraro) Nella Notte

Come siamo
lo scopri quando si frantuma
il cristallo indovinato del sole
con l’affanno di tornare a essere soli
in città buie di sorrisi
ostaggi di birra e telecomandi
costretti ad impegnare il cuore
in favole senza lieto fine
eppure siamo sempre noi
da contratto nati liberi
ragazzi in anime di erba e vento
sulle note di Blowin’ in the Wind
mai scesi a patti col tempo
ora visi affilati dalla solitudine
fioriti di rughe mentite
e di passato ancora promesso
fra utilità pensate e vita necessaria
per vedere la parte buia della luna
con quel niente di nuovo
arreso allo sfiorarsi casuale
nella notte

(Lacona – Elbamar) Senza Distrazione

Questa voce roca – lieve inflessione di stelle
penetra il buio nostra follia con un filo d’egoismo
quale fiore rosso improbabile della notte
come luna riflessa nel pozzo ancora si vergogna
il tuo viso quasi fosse l’amore una colpa

Per vedere il mare – nei fremiti del sole
domani taglierò la siepe
e sarà un piatto di ginestre che nutrirà il mio cuore
il tuo cuore sazierò come ultima nostra cena
ardori consumati nel ricordo, senza distrazione

(Isola d’Elba – Monte Capanne) Spettacolo

Qui lo spettacolo
(incredibile se vuoi)
altrove la regia
(un’autentica sfida)
ma vi prego
(agli attori del tempo)
nessun obolo
Tutto è compreso

(Gorgogna – percorrendo la linea della costa) Nuova Penelope

Il pomeriggio di sole si beve a lunghi sorsi
con quella leggera nausea dei continentali
così per non ubriacami ho cappello da cowboy
ray ban scuri e protezione cinquanta per questo
periplo del mondo dalle rugginose storie
Forse non ci crederete
ma fra le pietre dell’alta torre una nuova Penelope
ancora tesse ore di vento fra le umane alchimie
dell’indifferenza. Teneramente prigioniera
di un passato inutile vive di ricordi sbiaditi
ha una vecchia foto da stringere al cuore
nelle sere d’inverno
una lettera d’amore che recita ad occhi chiusi
cercando nella memoria il suo bel volto
e nelle lunghe notti d’estate parla pensieri
al silenzio delle stelle con parole sempre uguali
che invecchiano come lei nell’assedio di un destino
presente e continua a tessere giorni a disfare notti
con una gran voglia di piangere su quella coperta
sempre più corta, lunga vent’anni di amore
senza amore

(Viareggio – Bagno Imperia) Al Mare d’Agosto

Una ventosa – risucchio colorato di parole
che non staccano, telefonano e ridono di niente
poi si urlano nomi sedute sui muretti ruvidi
dell’estate sbrecciata con gelati al pistacchio
e panna di sogni, maestose aquile d’orzo e catrame
Più in là, sull’arenile, neri ragni dalle lunghe gambe
aspettano mosche bianche al sole, impertinenti
come sanno essere le ragazze al mare d’agosto. Ora
sonnecchiano sognando avventure, spogliate di tutto
vestite di noia le ritrovi a sera
a sciami sullo struscio, ingoiate dal ventre gonfio
del lungomare fra luci sospese, voci confuse
e bancarelle tutte uguali – allegre nostalgie
di capinere sul bordo della notte che profumano
gioventù chiusa in barattoli di olio solare
mentre comprano ricordi estivi (stupidità
da mettere in valigia) senza il pensiero
di un trafficato rientro

(Firenze – Galleria degli Uffizi) Labirinto

Come smuove sabbia e sassi
chi si perde nel deserto
sapendo che non troverà acqua
ma altro sole
in questo eccentrico labirinto
di bellezza
cercando eternità d’uscita
fui preso da nostalgia improvvisa
(uva staccata dal tralcio)
e nel punto
dove meno profonda è la parola
annegai